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Distacco del lavoratore all’estero: cos’è e come funziona

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Il distacco del lavoratore all’estero, conosciuto anche come distacco transnazionale, è una situazione sempre più frequente che comporta il trasferimento di uno o più lavoratori in un’impresa localizzata in uno stato estero, sia europeo che extra europeo.

Si tratta di una pratica regolamentata a livello europeo ed è necessario conoscere approfonditamente tutta la normativa per garantire una corretta gestione del trasferimento.

Distacco del lavoratore all’estero: quando si può attuare

Le condizioni per cui si può attuare il distacco del lavoratore all’estero sono le stesse che valgono per il distacco tra aziende sul territorio nazionale.

In particolare, deve essere dimostrabile l’interesse dell’impresa distaccante (non viceversa, questo punto è fondamentale) e il distacco deve avere un carattere temporaneo. Inoltre, il lavoratore mantiene il suo legame con l’impresa distaccante.

A differenza del distacco in Italia, tuttavia, il datore di lavoro deve avere il consenso del lavoratore che viene distaccato. Se questo non avviene, non è possibile procedere.

Le situazioni più comuni in cui si applica il distacco transnazionale sono le seguenti.

  • Invio di un lavoratore presso un’azienda estera per fornire un determinato servizio.
  • Invio di un lavoratore presso una sede estera della stessa azienda.
  • Invio di un lavoratore dipendente di un’agenzia interinale per eseguire un lavoro in un paese europeo o extra europeo. Affinché questo sia possibile, deve necessariamente sussistere un rapporto di lavoro tra l’agenzia interinale e il lavoratore.

Distacco transnazionale: in quali paesi si può applicare

Il distacco del personale all’estero può essere operato sia all’interno dei paesi membri dell’Unione Europea sia verso paesi extra-UE. In questo caso, è importante informarsi sulle normative vigenti nello stato di destinazione che regolano questa pratica.

In qualsiasi paese venga predisposto il distacco, a tutela del lavoratore devono essere garantite condizioni di lavoro accettabili.

In particolare, devono essere rispettate:

  • Le norme di salute e sicurezza sul luogo di lavoro.
  • L’orario massimo di lavoro e i periodi minimi di riposo.
  • La durata minima delle ferie annuali retribuite.
  • La parità di trattamento tra uomini e donne, per evitare discriminazione.
  • Il livello di retribuzione e l’insieme dei componenti salariali, che devono rispettare la legislazione nazionale o i contratti collettivi di categoria.
  • Le indennità o il rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio.
  • Le norme e le tutele per le gestanti, le neo-mamme e i giovani (di età inferiore ai 18 anni).

Se tutte queste condizioni di lavoro sono migliori in Italia rispetto al paese dove il lavoratore viene distaccato, deve essere garantito lo stesso livello anche durante il distacco.

Distacco transnazionale: previdenza e fisco

Che cosa succede in termini di previdenza e fiscalità quando un lavoratore viene distaccato all’estero?

Per quanto riguarda la copertura previdenziale, questa varia in base al paese di distacco ed è l’impresa distaccante che deve assicurarsi che i contributi previdenziali siano versati correttamente. Questo aspetto deve essere valutato con grande attenzione soprattutto nel caso del distacco in un paese extra-europeo.

Per quanto riguarda invece la disciplina fiscale, il lavoratore continua a mantenere lo status fiscale in Italia se il distacco è inferiore ai 143 giorni. Per i periodi superiori, invece, il lavoratore acquisirà la residenza fiscale nel paese ospitante: in questo caso le cose si complicano parecchio a livello di busta paga e di obblighi fiscali.

Lavoratore distaccato all’estero o trasferta: quali sono le differenze?

Anche se potrebbero sembrare simili, a livello normativo la trasferta e il distacco sono due situazioni molto diverse.

  • Il distacco è il provvedimento per cui un’impresa mette temporaneamente uno o più dipendenti a disposizione di un’altra impresa, per prestare determinati servizi, e sempre nell’interesse dell’impresa distaccante. 
  • La trasferta si riferisce spesso a viaggi di lavoro di breve durata, anche se non esiste un limite massimo di tempo, per prendere parte a riunioni, progetti o incarichi in luoghi diversi da quello del proprio lavoro abituale.

Sono dunque entrambe situazioni temporanee, anche se la durata può protrarsi molto a lungo. Nel caso del distacco transnazionale, la durata massima è di 12 mesi, a cui possono aggiungersi ulteriori 6 mesi come proroga. Se il distacco del lavoratore all’estero supera i 12 mesi, si parla di distacco di lunga durata, che prevede alcune condizioni aggiuntive a tutela del lavoratore.

COSA PUÒ FARE LO STUDIO ROCCHI, CONSULENTE DEL LAVORO FIRENZE

Se hai necessità di predisporre la documentazione e di avviare la pratica di distacco all’estero per uno o più lavoratori, lo studio Rocchi, come consulente del lavoro a Firenze, può aiutarti e supportarti in ogni fase.

Possiamo occuparci degli adempimenti burocratici, redigere il contratto di distacco e anche verificare un contratto già redatto.

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Tutte le informazioni contenute in questo articolo sono aggiornate alla data di pubblicazione.